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CSGE - Centro Studi sul Genere e l'Educazione
Il Centro è dedicato alla ricerca interdisciplinare sul genere e l’educazione, ovvero allo studio delle dinamiche legate al processo formativo e alla socializzazione degli individui nell’ottica dei gender studies. Il Centro raccoglie e promuove approcci di studio diversi, inerenti in particolare a:
- educazione alla femminilità e alla mascolinità (e relativi condizionamenti, stereotipi, pregiudizi, etc.) nel contesto locale, italiano e internazionale;
- relazioni di genere ed educazione alla relazione tra uomini e donne;
- problematiche di genere nei contesti formativi, sociali, culturali, dell’istruzione e dell’intervento sociale;
- processi di discriminazione sessuale e condizioni di disuguaglianza;
- rappresentazioni sociali e mediatiche delle differenze di genere;
- genere, socializzazione e immigrazione.
Il Centro è il frutto della collaborazione tra docenti, ricercatrici e ricercatori del Dipartimento afferenti alle diverse discipline: Pedagogia, Sociologia, Psicologia, Antropologia, Storia, Filosofia e Scienze fisiche e naturali.
Inoltre, mette in contatto ricercatori/trici e studiose/i anche a livello internazionale, al fine di promuovere l'informazione sull’educazione di genere, organizzare iniziative socio-culturali, a raccogliere fondi per ricerche future, intervenire sul territorio e promuovere le risorse umane.
Il CSGE propone laboratori e corsi di aggiornamento su "genere ed educazione" per i docenti delle scuole di ogni ordine e grado.
Responsabile scientifico del CSGE: Rossella Ghigi.
Archivio Fotografico - Cineteca del Comune di Bologna. E. Pasquali, Montagna: figure e aspetti di vita. Casola Valsenio, 1956 ...appronfondisci
La foto ritrae quattro scarpe sotto un banco, un banco di scuola. E’ stata scattata da Enrico Pasquali, celebre fotografo emiliano (1923-2004) ed appartiene dall’Archivio Fotografico di Enrico Pasquali acquisito dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune di Bologna, che lo conserva nella Cineteca di Bologna (che qui si ringrazia per la gentile concessione). I “piedini” sono inseriti quindi in questo importante fondo archivistico che raccoglie le foto scattate tra 1947 e 2002 da questo celebre fotografo ambulante, che nel 1950 aveva avviato la propria attività con lo studio “Foto Studio Pasquali” a Bologna. Egli aveva lavorato come fotografo “girovago”, spostandosi per le province della regione emiliano-romangola alla ricerca di immagini semplici di vita quotidiana, capaci di illustrare la realtà di quegli anni, di persone intente nella vita dei campi, delle mondine, degli operai, dei muratori, colti nei diversi momenti della vita lavorativa ma anche familiare e domestica. Le foto ritraggono con il realismo di allora -per alcuni come il neorealismo di allora- l’Italia umile ed operosa degli anni Cinquanta appena uscita dalla guerra e spesso, al suo interno, con i bambini. I bambini e le bambine sono ritratti nella semplicità della vita quotidiana e nella vita di scuola rurale e montanara soprattutto, come la foto di queste scarpe, che rinviano a quattro composti e dignitosi piedini, maschi e femmine, vicini nella Storia ed accomunati dalla medesima condizione di emarginazione dovuta alla miseria, nella ricerca di un riscatto culturale e civile comune.
Mirella D’AscenzoPer approfondimenti si rinvia a M. D’Ascenzo, Tracce d’infanzia in una mostra fotografica, in “Infanzia”, n. 5, maggio 2007, pp. 248-249.